Clicca qui per tornare alla Home Page

La Storia di Mazara del Vallo

Centro agricolo e marinaro della Sicilia sud-occidentale (prov. Trapani), sul Mediterraneo, alla foce del torrente Mázaro, all'estremità meridionale della bassa pianura occidentale, Mazara del Vallo deve alla presenza del fiume e alla naturale conformazione del porto canale una ragione della sua origine e crescita urbana, e del suo recente sviluppo economico e demografico. A 8 m d'alt.; 303,43 km²; 50.846 ab. (Mazaresi). Sede vescovile. Istituto professionale per le attività marinare. Importante porto peschereccio, con industrie per la lavorazione e la conservazione del pesce. Notevole produzione vinicola, in parte destinata all'esportazione (marsala). Piccole industrie di laterizi, molitorie, alimentari, di costruzioni navali. Ricca produzione agricola nella circostante fertile pianura di Mazara del Vallo (olivi, cereali, frutta, agrumi). Scalo marittimo per Pantelleria. Nel porto, attrezzato anche per le imbarcazioni da turismo, e lungo la costa si manifesta in modo evidente il fenomeno del marrobbio. Antico capoluogo del Val di Mazara, la città conserva testimonianze normanne nei resti del castello (1071), nella chiesetta di S. Nicolò Regale (XII sec.) e nella cattedrale, la cui primitiva costruzione risale all'XI sec.: completamente rifatta nel 1694, ha nell'interno statue marmoree dei Gagini (XVI sec.), un affresco medievale del Cristo Pantocratore e sarcofagi romani. Pure rimaneggiate o costruite in epoca barocca sono numerose chiese: Santa Veneranda (facciata del 1714), Santa Caterina (nell'interno, statua della santa di Antonello Gagini), San Michele, San Francesco; altri edifici barocchi sono il collegio dei gesuiti, il seminario dei chierici, il palazzo dei Cavalieri di Malta (Museo Civico e Biblioteca comunale). Nel territorio, su un poggio a 27 m d'alt., si erge il venerato santuario della Madonna dell'Alto o Santa Maria delle Giummare, eretto nel XII sec. e più volte rimaneggiato nei secoli seguenti.
Conquistata nell'827 dai Saraceni, divenne sede d'un emiro e attraversò un periodo di splendore documentato dal geografo arabo Idrisi. Cedette per ultima alla conquista (1075) del conte Ruggero il Normanno, che vi fece costruire un castello e la cattedrale e fu poi elevata a vescovado (1093). Pochi anni dopo ospitò il primo parlamento dei Normanni in Sicilia (1097). Fu quasi sempre città demaniale, anche se per brevi periodi fu soggetta al dominio feudale dei Peralta, Cabrera e dei Cardona. Fu per otto secoli circa capoluogo del Val di Mazara, finché nel 1817 il capoluogo della provincia fu trasferito a Trapani.

Dalle origini alla città islamica
Il ritrovamento di monete fenicie, greche e puniche e vasi di età fenicia, tombe e sepolcreti di età greca confermano l'esistenza di uno scalo fenicio, tra il VI e il V secolo a.C. Questo luogo viene preso, poi, dai Cartaginesi, che lo tengono per circa due secoli, e nel 210 a.C. dai Romani. Solo nel IX secolo d.C., con la dominazione musulmana, si creeranno le condizioni che faranno di Mazara uno dei principali centri della Sicilia islamica. Dopo l'approdo degli arabi nella vicina caletta di Quaràra (827), da dove partono per la conquista dell'isola, la città acquista una grande rilevanza strategica come luogo di sbarco dei contingenti militari: il crescente movimento portuale, favorito dalla massiccia immigrazione di Arabi e Berberi, incrementa le attività di scambio con le popolazioni dell'Africa settentrionale e Mazara diventa il principale scalo commerciale della Sicilia occidentale. Divenuta importante centro amministrativo, la città viene eletta capoluogo dell'omonimo "vallo". L'incremento del commercio, sostenuto da una fiorente agricoltura e dall'industria del pescato, determina una crescita economica e demografica. L'aumento della popolazione richiede un assetto urbanistico: viene eretta una cinta muraria e all'interno della città si struttura lungo un asse principale, parallelo al corso del Mázaro e ad andamento irregolare, che collega la Porta di Terra e la Porta di Mare, lungo il quale si innestano le vie secondarie di collegamento, raccogliendo nel suo sviluppo la moschea, i bagni, il serraglio e il mercato.
La città cristiana
L'organizzazione complessiva della città rimane immutata anche dopo la conquista normanna (1072). Ruggero I fa costruire, sulla precedente traccia, una nuova cinta muraria e innalza al posto della fortezza musulmana un Castello (1073), esistente sino al 1880; accanto, sull'area della Moschea Grande, la Ecclesia munita o Cattedrale (1093). La Platea Magna, su cui prospettano i due maggiori edifici, rappresenta il centro politico-religioso della città normanna che continua così a privilegiare, quale sede del potere, il settore meridionale concentrando nelle aree settentrionali, più prossime al Mázaro, le attività mercantili e artigiane. Pur diminuendo il traffico con i Paesi africani, le attività commerciali registrano un ulteriore incremento che rinvigorisce la già prospera economia cittadina. L'istituzione nel 1093 di uno dei più vasti vescovadi dell'isola, comprende tutto il settore occidentale della Sicilia, da Castellammare al Bélice, ripristina di fatto il latifondo e segna l'inizio di una inversione di tendenza nella politica terriera e nella struttura della proprietà. La volontà di rinsaldare l'alleanza tra monarchia e clero, ponendo a capo dell'aristocrazia feudale la Chiesa mazarese, favorisce l'insediamento delle comunità ecclesiastiche e lo sviluppo degli insediamenti religiosi.
Le trasformazioni rinascimentali e barocche
In età aragonese, alla decadenza politica di Mazara, depauperata più volte, tra il 1377 ed il 1531, del titolo di città demaniale, si accompagna la decadenza economica e demografica. Eppure è nel XV e nel XVI secolo che si attua in città un piano di interventi che prelude alle trasformazioni urbanistiche dei due secoli successivi. In questo clima di rinnovamento generale, il settore meridionale è quello privilegiato. La costruzione del Collegio dei Gesuiti (1675) con la chiesa di S. Ignazio crea una lunga piazza rettangolare al centro del nuovo collegamento viario tra il Caricatore e il piano Maggiore. La forma che Mazara assume alla fine del Settecento caratterizza la città murata ottocentesca impegnata soprattutto in interventi di facciata.
La città moderna
Il forte sviluppo dell'economia, impresso dalla crescente produzione vinicola e dall'industria della pesca, favorisce l'espansione della città che a metà Ottocento comincia a organizzare nuovi quartieri al di fuori del perimetro delle mura. Insediamenti residenziali sorgono lungo le "trazzere" regie, mentre sulle sponde del Mázaro, già impegnate nei lavori di ammodernamento del porto, si incrementano gli stabilimenti enologici e gli edifici industriali per la lavorazione del pesce salato. L'abbattimento della cinta muraria, deliberato nel 1865 e realizzato allo scorcio del secolo, è la diretta conseguenza dell'avvenuta saturazione delle aree periferiche. All'estremo sudorientale della città vecchia, piazza Mokarta diventa il principale cardine dello sviluppo extra moenia e assume il ruolo di nuovo centro cittadino. Emarginato dalle spinte espansionistiche impresse dalla speculazione fondiaria, il centro storico mantiene pressoché inalterata la sua struttura urbana.

Clicca qui per visitare il sito dell'Agenzia VACCARO

| Home | La Storia | Itinerario | Le Foto | Chiese e Monumenti | Le Aziende | Cerca Aziende | Eventi | La Notte | Accomodations |
| Come Arrivare | Il Porto | Il Satiro | Informazioni | Link | Guestbook | Bacheca | Il tuo sito | Free WEB | WEB-Mail | Scrivici |