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Mazara del Vallo
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Le bellezze naturali PDF Stampa E-mail
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Itinerari turistici
Il mare e la spiaggia di Tonnarella, La zona costiera rocciosa di Quarara, zona gorghi Tondi con dei piccoli laghi (Riserva naturale), Capo Feto zona palustre (Riserva naturale).

Capo Feto, lago Preola, Gorghi Tondi: BIRD-WATCHING

altRicco, vario, interessante, magnifico: questi gli aggettivi che merita l'ambiente naturale del mazarese.
Piccoli rilievi a settentrione, steppe (le sciare) ad occidente, terre ora brulle ora fertili ad oriente, costa a tratti sabbiosa paludosa e rocciosa a meridione.

Particolare attrattiva costituiscono, per la bellezza del paesaggio e l'interesse naturalistico, i laghetti del Cantarro detti Gorghi tondi e il lago Preola ad est di Mazara, le paludi di Capo Feto ad ovest.

I primi si raggiungono attraverso la strada costiera che partendo da Mazara conduce verso Torretta Granitola ed una breve deviazione lungo una stradina di campagna. La loro "apparizione" improvvisa è  di una bellezza sconvolgente.
Sotto i raggi del sole risplendono come gemme tra le sinuose colline della ampia valle che li ospita. Sulle sponde di questi deliziosi specchi d'acqua e tutt'attorno ad essi crescono piante tipiche degli ambienti lacustri: il lentisco, la palma nana, la rara quercia calliprina, la scabiosa dai bellissimi fiori rossi, i gigli delle acqua e le canne. Questa piccola oasi è un forte richiamo per l'avifauna qui presente sia con specie stanziali che migratorie.
I laghetti sono contesi da folaghe, tuffetti, anatre selvatiche, aironi rossi, le rive da ibis, stame, mignattai, usignoli di fiume, forapaglie e cannaiole. Non mancano i rapaci tra cui il nibbio reale, il nibbio scuro, il falco pescatore, il falco cuculo, il gruccione, la ghiandaia, l'upupa.
La zona è ideale anche per piccoli mammiferi quali volpi, ricci, istrici, donnole e la timida testuggine palustre che trova riparo tra le canne. Da tenere presente che qui vige la regola "si guarda ma non si tocca" in altri termini: riserva naturale.
Percorrendo, invece, la già  citata strada costiera in direzione di Capo Feto si giunge alle omonime paludi. La denominazione, certamente poco allettante, è  legata alle esalazioni malariche che ammorbavano, ora non più, la zona. Le paludi, che in Sicilia sono ormai quasi del tutto scomparse, giocano un ruolo importante nell'equilibrio faunistico migratorio. Capo Feto, infatti, in primavera ed in autunno diviene un trafficatissimo scalo internazionale per grandi stormi di uccelli migratori.
Stagioni sicuramente movimentate per le gallinelle d'acqua e le piccole testuggini. Per fortuna la fitta vegetazione palustre che annovera piante rare come il limonium ramosissimum siculum, esclusivo di questo luogo e dei pantani siracusani.

 
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