| Mazara del Vallo Oggi |
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| Informazioni su Mazara del Vallo | |||
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E' esaltante scoprire la vera Mazara vagando senza meta tra le stradine strette e le case bianche od ocra lasciandosi inebriare dall’intenso profumo dei gelsomini che si arrampicano sui diroccati muri secolari. Al tramonto le case si illuminano di una luce calda e particolare. Il giallo ocra delle facciate sembra uscito dalla tela di un pittore. Tra le mura domestiche si può forse vedere ancora un fedele inginocchiato a piedi nudi sul tappeto mentre prega Allah o mentre legge il testo sacro. Gli Arabi erano notoriamente molto tolleranti con le altre religioni ma forse così non è stato nei loro confronti. Delle antiche moschee, in seguito all’esodo, non è rimasto nulla di tangibile, se si esclude la soluzione architettonica a cupola che ritroviamo nelle chiese di Sant’ Egidio e del Carmine. Nel mercato arabo le tinte dei tappeti, le coperte, i ricami fatti a mano, le pantofole di svariate fogge ricordano Tunisi e i suoi colori.
Oggi Mazara è il porto peschereccio più importante d’Italia e si avvale quasi esclusivamente di manodopera tunisina. Durante la notte le barche illuminano il mare con le loro lampare. AI mattino, dopo una nottata di intenso lavoro, l’arrivo dei motopescherecci fa prendere vita al porto: è tutto un formicolio, un continuo vociare che richiama le urla dei mercanti di un tempo. L’atmosfera di Mazara ha ispirato tanti poeti ed è stata dipinta nelle sue tinte più accese.
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Oggi sono rimaste poche tracce della cultura del periodo musulmano, ritroviamo la Mazara araba solo nella tipologia delle strade e dei cortili di alcuni quartieri. Un tempo un quadrilatero di mura cingeva la città con Porta Palermo a nord e Porta Cartagine a sud collegate dalla via del Bagno. Da Porta Palermo si accede ai due quartieri d’impronta islamica: San Francesco ad ovest e La Giudecca ad est. I vicoli, a volte labirintici, nascondono i caratteristici cortili con gli ingressi delle abitazioni. Nei cortili interni, con il lavatoio, il pozzo dell’acqua, i sedili in pietra e qualche albero per rinfrescare le torride estati, si svolgeva la vita quotidiana delle famiglie.
Le tradizioni culinarie arabe sono vive, queste sì, nei piatti caratteristici quali il "bric" (uovo condito e avvolto in una leggerissima sfoglia) e il cuscus (semola cucinata col montone o con legumi e pesci). Creme, biscotti, dolci ricoperti di zucchero vanigliato ci rammentano la loro provenienza.


