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arrow_rosso.gif (61 byte) Chiese, palazzi e monumenti a Mazara del Vallo English Version Here !

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arrow_rosso.gif (61 byte) CHIESA DI S. NICOLÒ REGALE arrow_rosso.gif (61 byte) CHIESA DEL PURGATORIO arrow_rosso.gif (61 byte) CHIESA DI SANTA VENERANDA arrow_rosso.gif (61 byte) CHIESA DI S. VITO A MARE

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E’ una delle tre chiese normanne che ancora sussistono a Mazara del Vallo. Prese l’appellativo di Regale in seguito alla concessione del regio iuspatronato, ma fu detta anche affettuosamente "Santa Niculicchia". Sorge sulla sponda sinistra del Mazaro, a pianta quadrata, a tre absidi; è considerata uno dei più bei monumenti normanni di Sicilia per le sue linee architettoniche. Costruita intorno al XII secolo, nonostante le pesanti manomissioni è stato possibile riportarla al suo aspetto originario. Giova ricordare che nel piazzale antistante la Chiesa di S. Nicolò Regale sono stati rinvenuti nel 1933 alcuni interessanti mosaici romani di tarda età imperiale. Il luogo è chiuso al culto. Ecco in Piazza Immacolata la Chiesa del Purgatorio, ad una sola navata, edificata alla fine del sec. XVII! Copertura a botte, facciata barocca, portale con archi-volto a tutto sesto, edicola con frontone munita di stemma. Anche se il prospetto rivela in molti punti il deterioramento dell’intonaco, la chiesa col suo svettante campanile a vela, i suoi pilastri, i suoi capitelli ionici, i suoi cornicioni i suoi fregi, è un piccolo gioiello d’arte e d’armonia. È uno dei segni tangibili di un’epoca che fu ricca di cultura e di opere, di studi, di commerci e di uomini illustri. Laboriosa la costruzione della Chiesa di Santa Veneranda, iniziata verso il 1650 e finita verso il 1788. Sempre la famiglia Gagini è presente nelle opere di rilievo dei templi di Mazara. Lo scultoreo portale, il frontone arabescato, l’architettonico balcone, le nicchie, le statue e gli slanciati campanili di Santa Veneranda danno una precisa idea dei talenti del tempo: artisti ed artigiani. Notevole il patrimonio pittorico, fra cui il quadrone dello Spasimo di ignoto autore, e molte tele di affermati pittori siciliani del ‘600 e ‘700. Un bagno di luce accoglie il visitatore: le bianche pareti, semplici e austere, del tardo cinquecento sono la traccia per la serenità dello spirito, simbolo di pace, conforto e speranza. Sui ruderi dell’antica chiesa normanna, venne edificata nel 1776 questa chiesetta semplice e silenziosa, esattamente sullo scoglio da cui, la leggenda vuole che S. Vito giovinetto si sia imbarcato alla volta di Roma, per affrontarvi il martirio e la morte. Ispiratore dell’opera sembra sia stato un certo Giovanni Grifeo, capostipite dei Graffeo, patrizi di Mazara, compagno inoltre del Conte Ruggero. Da secoli il mare viene a lambire la bianca spiaggia che vide il susseguirsi di tante vicende e conquiste nella storia della Sicilia. Il tempo corrode i muri e scalfisce le pitture, ma la bellezza e l’incanto del luogo rimangono inalterati nella visione di un paesaggio magico fatto di campanili, di vigneti lontani, di guglie e di onde che da sempre vengono a riportare i misteri degli abissi e gli echi del passato.
 
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