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arrow_rosso.gif (61 byte) Chiese, palazzi e monumenti a Mazara del Vallo English Version Here !

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arrow_rosso.gif (61 byte) CHIESA DI S. EGIDIO arrow_rosso.gif (61 byte) CHIESA DI S. F.SCO D'ASSISI arrow_rosso.gif (61 byte) CHIESA DELLA MADONNA DELLA GIUMMARE arrow_rosso.gif (61 byte) CHIESA DI S. IGNAZIO

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1424: E' la data di fondazione riportata sulla porta d'ingresso di S. Egidio, su cui è anche istoriata la vita del Santo. E' una delle oltre trenta chiese che sopravvivono a Mazara del Vallo, un ponte sospeso tra passato e presente con le sue memorie di mura sgretolate, di campanili cadenti, di affreschi polverosi di secoli. Una visione orientale sembra la bella cupola sferica, in pietra da taglio, di S. Egidio, che allunga la sua magica sagoma arabesca fra le ombre della piazza. Oggi la chiesa è usata come aula del Consiglio Comunale. Più che mai vivo è il poverello Santo d’Assissi nella sua Chiesa, devastata e abbandonata, causa i gravi danni provocati dal sisma del 1968. Echi di passi silenziosi e di preci soffocate si levano dagli archi antichi e dalle volte nude che conobbero già altri  splendori. Per la soppressione degli ordini religiosi del 1966, il convento fu adibito a caserma, e in seguito evacuato. Strano destino di un luogo sacro dove la regola era il silenzio, e dal 1216 il solo clamore che si alzava al cielo era il canto liturgico dei fraticelli scalzi al Dio delle creature. Ora il bel chiostro è invaso dalla vegetazione e la povertà regna incontrastata, ma ancora "frate sole" e "sora acqua" vengono a scaldare ed irrorare le vecchie mura ubbidendo, dalla notte dei tempi, all’eterna legge dell’ubbidienza al Signore. Conosciuta comunemente come Santa Maria dell’Alto, la caratteristica chiesa domina dalla cima di una collina rocciosa il magnifico panorama dei campanili e delle terrazze della città, del mare denso di vita e di vele, dei giardini rigogliosi di frutti, di ulivi, di viti e di rose. Fondata nel secolo XI da Giuditta figlia di Ruggero I, apparterrà più tardi ai cavalieri di Malta.E' meta da secoli di devozione e di pellegrinaggio di migliaia di persone che nella notte tra il 14 e il 15 agosto accorrono da ogni dove, per portare a Maria l’eterno cuore dolente dell’uomo.Decorazioni e stralci di figure, che affiorano ogni tanto durante i restauri, arricchiscono il patrimonio artistico della chiesa che vanta anche una pregevole statua della Vergine scolpita a Roma nel 1572 dallo scultore lombardo Giacomo Castagnola Un rudere recintato è tutto ciò che resta della Chiesa gesuitica di S. Ignazio, fondata nel 1701. Sopravvive la facciata, seppure pericolante, in pietra da intaglio, di stile barocco. Anche i campanili gemelli sono stati demoliti per sicurezza, in seguito ai bombardamenti del 1943. Sul ricco portale d’ingresso è sostenuto in un fregio tondo il busto marmoreo del Santo, opera del Marabitti. Archi e colonne facevano parte della pianta ellittica originale, con cappelle lungo le pareti: pennacchi e finestre, zoccoli, punti, capitelli e dadi soprastanti che davano una sensazione di movimento e di agilità a tutto il disegno. E ancora un esempio dell’arte di Angelo Italia e Giacomo Napoli, insigni architetti del tempo, cui si deve pure la costruzione del celeberrimo Collegio della Compagnia di Gesù.
 
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